Matrimoni alla Tenuta del 1700
Nella Valpolicella Classica, una dimora sospesa tra arte, vino e giardini romantici
Ci sono luoghi che sembrano attendere da sempre il momento giusto per essere abitati dalla festa.
Nel cuore della Valpolicella Classica, a poca distanza dalla città UNESCO di Verona e dal Lago di Garda, Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani è una dimora del Settecento pensata per accogliere matrimoni ed eventi privati in un contesto raro: villa storica, parco romantico, giardini, brolo, sale affrescate, fruttaio, vigneti e cantine monumentali.
È una tenuta in cui l’architettura veneta, la memoria del vino e la luce morbida delle colline costruiscono un’atmosfera elegante, intima e scenografica. Qui il matrimonio non è soltanto un evento, ma una giornata in più immagini: l’arrivo degli ospiti nel verde, il primo calice al tramonto, il respiro delle sale affrescate, il profumo del parco, la cena, le cantine, le voci, la musica, la notte.
La tenuta appartiene a quell’Italia più segreta e desiderabile, fatta di bellezza custodita, cura silenziosa e paesaggi destinati a diventare ricordo. Accoglie ospiti italiani e internazionali che la scelgono per il fascino degli spazi, per l’autenticità del luogo e per la possibilità di trasformare una celebrazione in un’esperienza privata, colta e profondamente italiana.

Una tenuta del 1700 in Valpolicella per un matrimonio da ricordare
Il fascino di una dimora con un’anima
La forza di Tenuta Santa Maria nasce dall’equilibrio tra solennità e intimità. È una dimora storica, ma ancora viva; un luogo di rappresentanza, ma anche una casa del vino, della terra e dell’accoglienza.
La villa, il brolo, le sale affrescate, il parco, il fruttaio, le cantine monumentali e i vigneti non sono semplici spazi da allestire. Sono ambienti con una voce propria, capaci di accompagnare ogni momento della giornata con naturalezza, misura e grazia.
Il matrimonio può aprirsi nel verde, proseguire tra affreschi e architetture, attraversare il racconto del vino e chiudersi nella luce calda della sera. Ogni scena cambia tono, ma tutto resta unito da un’unica atmosfera: raccolta, elegante, memorabile.
Una bellezza che nasce dalla cura
Il fascino della tenuta non vive soltanto nella sua storia, ma nel modo in cui ogni dettaglio sembra custodito. Pietra, prospettive, giardini, filari, sale, cantine, legni antichi e grandi botti storiche parlano di tempo, attenzione e continuità.
È una bellezza senza ostentazione, fatta di proporzione, materia e luce. Per questo la tenuta si presta a matrimoni di grande classe: celebrazioni intime o ricevimenti importanti, cene all’aperto o momenti raccolti nelle sale, degustazioni private, percorsi enologici e accoglienze pensate per ospiti italiani e internazionali.
Non una location neutra. Una dimora da abitare per un giorno.

Architettura, statue e scenografia settecentesca
L’impronta di Adriano Cristofali
La costruzione del complesso – corpo centrale, cappella e cantine – avvenne nella prima metà del Settecento su progetto dell’architetto veronese Adriano Cristofali, completando un disegno inizialmente affidato a Lodovico Perini. L’impianto fu edificato su un nucleo abitativo precedente del Cinquecento e interpreta l’idea della villa veneta come luogo in cui residenza, paesaggio e produzione agricola dialogano in un unico disegno.
È questa armonia a rendere la tenuta così suggestiva per un matrimonio: non un palazzo isolato, ma un mondo compiuto, pensato per accogliere la vita, la rappresentanza, la bellezza e il paesaggio.
La facciata, le ali laterali, la cappella, gli accessi ai rustici e alle cantine costruiscono una scenografia di grande misura. Nulla appare casuale: tutto accompagna lo sguardo, come in una mise en scène naturale.
Le statue e la presenza del mito
Le statue che abitano la tenuta – sulla struttura architettonica, sulle ali, sul tetto e negli spazi del giardino – aggiungono una nota mitologica e teatrale alla composizione.
Le statue del giardino sono attribuite allo scultore Lorenzo Muttoni. La loro presenza non è soltanto decorativa: accompagna le prospettive, sorveglia i percorsi e dona al luogo una qualità narrativa.
Per un matrimonio, questi elementi diventano presenze silenziose: incorniciano l’ingresso degli ospiti, danno profondità alle fotografie e trasformano ogni passaggio in un frammento di racconto.

Il Salone delle Muse
Una sala verticale, teatrale, luminosa
Il Salone delle Muse è uno degli ambienti più affascinanti della tenuta. Si sviluppa in altezza per tre piani ed è diviso da una balaustra lignea dipinta che crea due fasce sovrapposte.
È una sala pensata per stupire con eleganza: la pittura amplifica l’architettura, apre prospettive, moltiplica la luce e trasforma l’interno in una scena sospesa.
Un tempo il salone ospitava piccole rappresentazioni di Opera Buffa e, successivamente, di Opera Seria. Questa memoria teatrale resta nell’atmosfera: anche oggi lo spazio sembra predisposto al rito, all’attesa, all’apparizione.
Per un matrimonio, è il luogo della meraviglia misurata: un interno capace di accogliere la solennità senza irrigidirla e la bellezza senza renderla distante.


Le Muse, Flora e il tempo delle stagioni
Nelle nicchie dipinte del Salone sono rappresentate le Muse delle Arti: Architettura, Scultura, Pittura, Geometria, Astronomia e Musica. La parte superiore si apre in architetture fantastiche a trompe-l’oeil, mentre figure allegoriche, satiri e richiami alle stagioni costruiscono un racconto visivo legato al tempo, alla natura e al mondo agricolo.
Sul soffitto domina il tema delle quattro stagioni: Flora al centro, Primavera ed Estate da un lato, Autunno e Inverno dall’altro. È una pittura che parla di cicli, attese, luce e maturazione: temi che appartengono al vino, ma anche a un matrimonio.
Gli affreschi sono attribuiti ad artisti emiliani attivi a Verona, tra cui Prospero Pesci, pittore quadraturista, e Giuseppe Valliani, detto il Pistoiese, autore dell’affresco centrale del soffitto.
In questo salone, la celebrazione acquista una dimensione quasi simbolica: l’amore inserito nel tempo, la festa custodita dalle arti, la bellezza come promessa di continuità.

Il parco romantico: un giardino per fermare il tempo
Pindemonte, Bacone e l’idea del giardino come piacere dell’anima
Il parco della tenuta è uno dei luoghi in cui l’atmosfera diventa più intima. Verso la fine del Settecento, anche a Verona si diffonde il gusto del giardino all’inglese: non più soltanto ordine geometrico, ma paesaggio, sorpresa, cammino, ombra, radura, acqua, alberi esotici e angoli appartati.
In questa sensibilità romantica si inserisce il parco della tenuta, con il laghetto alimentato dalle sorgenti, l’isoletta, il ponticello in legno, il bosco, lo chalet e i luoghi pensati per la lettura, la conversazione e la sosta. Il progetto del parco fu influenzato anche da Ippolito Pindemonte, che introdusse suggestioni di origine inglese.
Nel pensiero di Pindemonte e nella tradizione del giardino romantico ritorna anche l’eco di Francesco Bacone: il giardino come uno dei piaceri più puri dell’anima, un luogo in cui la natura non è soltanto ornamento, ma esperienza interiore.
È un pensiero che sembra ancora appartenere a questo luogo. Il parco non è soltanto verde: è respiro, intervallo, sospensione. È lo spazio in cui gli ospiti si muovono senza fretta e il matrimonio si distende in una dimensione più morbida.


Un paesaggio per l’attesa, il rito, la sera
Il parco è perfetto per i momenti che hanno bisogno di aria e di luce: l’arrivo degli ospiti, un rito simbolico, un aperitivo tra gli alberi, una passeggiata degli sposi, un momento musicale, il taglio della torta, una sera d’estate che scende lentamente sulla tenuta.
Il verde accoglie, il laghetto riflette, le architetture appaiono tra gli alberi, le voci si abbassano, la luce cambia. È un paesaggio quasi cinematografico, dove la magia non nasce dall’effetto speciale, ma dalla precisione dei dettagli: il suono giusto, la luce giusta, il passo lento degli ospiti, il profumo del giardino.

Una tenuta celebrata e cantata da poeti e artisti
Il salotto romantico e la memoria letteraria
La tenuta appartiene a una storia che non è soltanto agricola o architettonica. È stata anche luogo di conversazione, poesia, musica e sensibilità romantica.
Qui il paesaggio, il giardino, la villa e il vino hanno ispirato poeti, artisti e viaggiatori del gusto. La memoria di Ippolito Pindemonte restituisce alla tenuta un tono più intimo: non solo luogo di villeggiatura, ma spazio dell’anima, della lettura, dell’incontro e della contemplazione.
Il parco stesso, con i suoi scorci e i suoi luoghi appartati, influenzò anche lo sguardo di artisti successivi, tra cui il pittore veronese Angelo Dall’Oca Bianca.
Il Brolo dei Poeti
Il Brolo dei Poeti raccoglie questa eredità in un nome che è già racconto. È uno spazio appartato, evocativo, legato al paesaggio vitato e alla memoria letteraria della tenuta.
Qui il matrimonio può assumere una dimensione più raccolta, quasi segreta: un aperitivo al tramonto, un rito simbolico, un momento fotografico, un brindisi tra le vigne e la storia.
In questo ambiente, la Valpolicella non è soltanto sfondo. È materia viva: paesaggio, cultura, vino, attesa.

La Valpolicella, il vino e il rito dell’appassimento
Il fruttaio e la cultura dell’attesa
La tenuta custodisce una delle tradizioni più identitarie della Valpolicella: il rito dell’appassimento.
Nel fruttaio, l’uva non è semplicemente conservata. Viene lasciata riposare, trasformarsi, concentrare profumi, zuccheri e memoria. È un gesto lento, fatto di cura e conoscenza, in cui il tempo diventa materia.
Il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella è stato trasmesso all’UNESCO come candidatura italiana per il Patrimonio Culturale Immateriale, riconoscendone il valore come pratica radicata nelle colline veronesi e tramandata attraverso gesti e saperi condivisi.
Per un matrimonio, questo racconto aggiunge profondità. Gli ospiti non incontrano solo un luogo bello: incontrano una cultura, una tradizione e un modo di intendere il tempo.


Le cantine monumentali
Le cantine monumentali sono il cuore più profondo della tenuta. Dopo la luce dei giardini e la grazia delle sale, entrare in cantina significa cambiare ritmo: pietra, legno, penombra, botti, silenzio.
Qui il matrimonio incontra la memoria più antica del vino, custodita in spazi imponenti e in botti storiche di oltre 200 anni. È uno scenario di grande forza emotiva: non decorazione, ma materia viva.
Le grandi botti, i passaggi, le volte e la profondità degli ambienti raccontano una tradizione ancora presente, capace di dare alla giornata una nota rara, solenne, intensamente veronese.
Le cantine possono accogliere visite private, degustazioni, brindisi riservati o momenti esperienziali pensati per gli ospiti. Qui il vino non è accessorio: è parte essenziale della celebrazione.

Una giornata in più scene
Dall’arrivo degli ospiti alla cena
Un matrimonio alla Tenuta del 1700 può essere pensato come una giornata in più scene, ognuna con il proprio tono: l’arrivo nella corte o nei giardini, il welcome drink nel verde, le fotografie tra villa, parco e vigneti, il passaggio nelle sale affrescate, la cena, la visita nelle cantine monumentali, il momento del dolce e la musica della sera.
La tenuta può ospitare matrimoni e ricevimenti per oltre 250 persone, con la possibilità di costruire una celebrazione completa in base al format scelto e alla configurazione degli spazi.
La vera eleganza sta nel ritmo: alternare pieni e vuoti, luce e ombra, convivialità e intimità. Lasciare che la giornata respiri.
Il lusso della misura
La cura di un matrimonio in un luogo così non consiste nell’aggiungere troppo. Consiste nel scegliere bene.
Fiori capaci di dialogare con gli affreschi. Tavole che rispettano la materia delle sale. Luci morbide, mai invasive. Musica che accompagna senza dominare. Un servizio attento, discreto, preciso. Una regia capace di far sembrare tutto naturale.
È una bellezza fatta di gesti: la piega di un tovagliolo, il calice posato, il profumo del verde dopo il tramonto, una porta che si apre su una sala illuminata. Questo è il fascino più raro: la classe che non ha bisogno di dichiararsi.

Una regia su misura per eventi italiani e internazionali
Dalla cucina del territorio agli chef dell’alta ristorazione
Un matrimonio alla Tenuta del 1700 prende forma come una regia discreta, dove ogni elemento deve dialogare con il carattere del luogo.
La tenuta collabora con una rete selezionata di catering, chef, fioristi, allestitori, musicisti, performer, fotografi, videomaker, tecnici e wedding planner, in grado di interpretare desideri, culture e sensibilità diverse.
La proposta gastronomica può muoversi dalla cucina tradizionale del territorio – materie prime locali, ricette veronesi, sapori della Valpolicella e memoria veneta – fino alle interpretazioni più raffinate dell’alta ristorazione, con catering di alto profilo e chef legati al mondo degli stellati Michelin.
Per gli sposi italiani, questo significa costruire una giornata radicata nel luogo e insieme contemporanea. Per gli ospiti internazionali, significa vivere un’esperienza italiana autentica, curata in ogni dettaglio: dalla cena alla mise en place, dal wine pairing ai fiori, dalle luci alla musica, dall’accoglienza al ritmo della serata.

Fiori, allestimenti, musica e wedding planner internazionali
Gli allestimenti floreali e scenografici vengono pensati per rispettare l’anima della tenuta: non per sovrastarla, ma per amplificarne la grazia.
La collaborazione con i migliori fioristi, floral designer e allestitori permette di creare atmosfere diverse, sempre coerenti con il luogo: romantiche, classiche, contemporanee, naturali, teatrali o essenziali.
Fiori, luci, tessuti, tavole e dettagli decorativi diventano parte di un linguaggio comune, dove la classe nasce dalla misura.
L’intrattenimento può essere costruito con la stessa attenzione: musica dal vivo, ensemble classici, performance contemporanee, DJ set eleganti, momenti teatrali o esperienze pensate per accompagnare la serata senza interromperne l’incanto.
La tenuta collabora inoltre con wedding planner italiani e internazionali, capaci di orchestrare ogni dettaglio con precisione, sensibilità e visione: dalla gestione degli ospiti stranieri alla regia della giornata, dall’arrivo alla cena, dalla cerimonia alla festa.
Ospiti internazionali e accoglienza italiana
Tenuta Santa Maria accoglie ospiti internazionali che scelgono la tenuta per il suo grande fascino, per l’unicità degli spazi e per la possibilità di vivere un’Italia autentica, colta e profondamente scenografica.
Per chi arriva dall’estero, il matrimonio può diventare un viaggio dentro il meglio del territorio: Verona, la Valpolicella, il Lago di Garda, l’Amarone Classico, le sale affrescate, il parco romantico, le cantine monumentali, il fruttaio e la cucina italiana interpretata con cura.
Gli ospiti non ricordano soltanto ciò che è accaduto. Ricordano come si sono sentiti: accolti, sorpresi, immersi in un luogo dove ogni elemento – il vino, l’arte, il paesaggio, la tavola, la musica, il tramonto – sembrava appartenere allo stesso racconto.

Gli spazi della tenuta
Ambienti storici, giardini, sale affrescate e luoghi del vino
Gli spazi della tenuta non compongono una semplice sequenza di ambienti, ma un vero racconto da attraversare.
La corte introduce gli ospiti in un mondo appartato, dove le prospettive della villa, le ali laterali, le statue e l’architettura settecentesca preparano con naturalezza al rito della giornata.
Le sale affrescate accolgono i momenti più raffinati del matrimonio: cene, brindisi, fotografie, conversazioni raccolte. Fiori, cristalli, calici, tovaglie, argenti e luce entrano in dialogo con gli interni e con la memoria pittorica della villa, trasformando l’allestimento in un gesto di misura e di classe.
Il Salone delle Muse, cuore artistico della tenuta, aggiunge una dimensione più scenografica e quasi teatrale: con le sue prospettive dipinte, le allegorie delle arti e delle stagioni, la memoria delle rappresentazioni musicali e la sua verticalità luminosa, diventa uno spazio capace di avvolgere e incantare.
Parco, Brolo dei Poeti e vigneti
All’esterno, i giardini e il parco romantico aprono la giornata alla luce, al movimento e all’attesa.
Sono luoghi ideali per l’arrivo degli ospiti, il rito simbolico, l’aperitivo, le fotografie, il taglio della torta o una sera d’estate sotto il cielo della Valpolicella. Il verde, il laghetto, gli scorci, le ombre e i percorsi del parco creano un’atmosfera morbida e quasi cinematografica, dove il tempo sembra rallentare.
Il Brolo dei Poeti aggiunge una nota più intima e letteraria: uno spazio raccolto, evocativo, in cui la festa può diventare poesia, tra vigneti, memoria e paesaggio.
I vigneti portano nel matrimonio il respiro più autentico della Valpolicella Classica. Non sono un semplice fondale, ma parte viva della tenuta: raccontano l’Amarone, il lavoro della famiglia Bertani, il ritmo delle stagioni e il legame profondo tra terra e vino.


Fruttaio e cantine monumentali
Il fruttaio introduce la dimensione dell’attesa: le uve in appassimento, il tempo, il riposo, la trasformazione. È uno spazio carico di atmosfera e significato, legato a una delle tradizioni più identitarie della Valpolicella.
Le cantine monumentali completano il racconto con una nota più profonda e silenziosa. Entrare in questi ambienti significa attraversare la storia del vino: grandi volumi, botti di oltre 200 anni, pietra, legno, ombra, memoria.
Sono spazi perfetti per creare un’esperienza memorabile per gli ospiti: non soltanto una visita, ma un racconto dentro il racconto.
Una tenuta da vivere, non solo da vedere
La ricchezza della tenuta permette di costruire un matrimonio fluido, elegante, mai statico: un ricevimento nelle sale affrescate, un aperitivo nel parco, una cena all’aperto, una degustazione in cantina, una festa serale con luci morbide e musica selezionata.
La corte introduce. Le sale accolgono. Il Salone delle Muse incanta. Il parco sospende il tempo. Il Brolo dei Poeti raccoglie. I vigneti aprono il paesaggio. Il fruttaio racconta l’attesa. Le cantine monumentali custodiscono la memoria.
Insieme, questi luoghi trasformano un matrimonio alla Tenuta del 1700 in un’esperienza completa: un viaggio nell’arte, nel vino, nella Valpolicella e nella bellezza italiana più autentica.


La tenuta tra I Luoghi del Cuore FAI
Un patrimonio amato, non solo ammirato
La tenuta è inserita tra I Luoghi del Cuore del FAI, la campagna nazionale dedicata ai luoghi italiani da non dimenticare, legati alla memoria, all’arte, al paesaggio e all’affetto delle comunità.
È un dettaglio importante, perché racconta qualcosa che va oltre la bellezza. Un luogo del cuore non è soltanto un bene architettonico: è un luogo che le persone riconoscono, ricordano, desiderano proteggere.
Per un matrimonio, questo significa celebrare in uno spazio che appartiene non solo alla storia dell’arte e del vino, ma anche a una memoria condivisa.
Una bellezza che rimane
Ci sono location che funzionano per un giorno. E ci sono luoghi che continuano ad abitare il ricordo.
La tenuta appartiene a questa seconda categoria, perché unisce ciò che raramente si trova insieme: architettura settecentesca, pittura, statue, giardini romantici, salotto letterario, cultura dell’appassimento, cantine monumentali, botti storiche, vigneti, Valpolicella, Verona e Lago di Garda.
Non è un fondale. È un mondo.

Servizi e cura dell’esperienza
Una celebrazione costruita su misura
Ogni matrimonio può essere disegnato seguendo il carattere della tenuta e il desiderio degli sposi.
Gli spazi interni ed esterni permettono di costruire eventi intimi o grandi ricevimenti, giornate estive all’aperto o cene nelle sale storiche, degustazioni private, percorsi enologici, momenti musicali, allestimenti floreali e dettagli scenografici pensati con cura.
I principali servizi disponibili includono:
Per gli ospiti, un ricordo italiano
Un matrimonio alla Tenuta del 1700 può diventare molto più di una festa: un fine settimana tra Verona, la Valpolicella e il Lago di Garda; una visita nelle cantine monumentali; una degustazione di Amarone; una cena nelle sale affrescate; una passeggiata nel parco; un brindisi nel brolo; una serata costruita con musica, fiori, luci, cucina e dettagli capaci di trasformare il ricevimento in un’esperienza memorabile.
La tenuta accoglie ospiti internazionali che la scelgono per il suo grande fascino, per l’unicità del contesto e per la possibilità di vivere un’Italia autentica, colta e profondamente scenografica.
Qui gli ospiti non ricordano soltanto ciò che è accaduto. Ricordano come si sono sentiti: accolti, sorpresi, immersi in un luogo dove ogni elemento – il vino, l’arte, il paesaggio, la tavola, la musica, il tramonto – sembrava appartenere allo stesso racconto.
Questa è la magia dei luoghi autentici: non devono promettere meraviglia. La fanno accadere.

Non una semplice location. Un luogo da abitare per un giorno
A Tenuta Santa Maria, il matrimonio diventa un racconto di luce, materia e memoria.
La villa accoglie. Il parco sospende il tempo. Il Salone delle Muse custodisce l’arte. Il brolo conserva una voce poetica. Il fruttaio racconta l’attesa. Le cantine monumentali aggiungono profondità. La Valpolicella dà alla giornata il suo paesaggio.
È un luogo in cui la classe non è ostentazione, ma misura; in cui la bellezza non è decorazione, ma atmosfera; in cui ogni gesto – un brindisi, un ingresso, una cena, una musica nella sera – può diventare indimenticabile.
Per chi immagina un matrimonio capace di unire fascino, cultura, vino e poesia del paesaggio, la Tenuta del 1700 è un luogo da vivere prima ancora che da scegliere.
Inizia a immaginare il tuo matrimonio alla Tenuta del 1700
Raccontaci il tuo progetto: il numero degli ospiti, la stagione, il tipo di ricevimento e l’atmosfera che desideri creare.
Saremo felici di costruire una proposta su misura per il tuo giorno speciale, valorizzando la villa, il parco, il Salone delle Muse, i giardini, il fruttaio, le cantine monumentali, i vigneti e l’anima più autentica della Valpolicella Classica.
Contattaci per organizzare il tuo matrimonio a Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani.


