Amarone Classico Riserva: Cru Brolo dei Poeti The Measure of Time
Un raro cru di Amarone proveniente dallo storico Brolo di Tenuta Santa Maria, in Valpolicella Classica. Prodotto solo nelle annate eccezionali e affinato per oltre quattordici anni, esprime eleganza, profondità e un autentico senso del tempo e del luogo.

Brolo dei Poeti nasce da un luogo raro: il brolo storico di Tenuta Santa Maria – 1735, in località Novare, ad Arbizzano di Negrar, Verona, nel cuore della Valpolicella Classica. Appartiene all’eredità enologica di Gaetano Bertani e oggi vive nella cura artigianale di Giovanni e Guglielmo Bertani, che ne proseguono la visione con rigore, misura e continuità.

Vendemmia nel Brolo dei Poeti
Il brolo cintato, il vigneto custodito
Cintato fin dal XVI secolo e concepito sin dall’origine per la produzione di vini di pregio, il Brolo conserva un’identità che richiama quella dei Clos di Borgogna. Il suo vigneto murato, realizzato tra il Cinquecento e il Settecento per proteggere straordinarie parcelle ancora oggi in produzione, costituisce una delle più rare e antiche testimonianze italiane di un paesaggio vitato custodito e compiuto. Il lungo muro che lo cinge, risalente in parte al Cinquecento, nacque per preservare le migliori parcelle della valle; e ancora oggi al vigneto si accede attraverso cancellate che ne sanciscono il carattere riservato, raccolto, quasi iniziatico.
Il Brolo integra inoltre una porzione di foresta, ricreando in forma protetta l’ecosistema della Valpolicella. In questo equilibrio tra vite, bosco, acqua e architettura agraria si riconosce non soltanto un disegno produttivo, ma una vera idea di paesaggio, governata con sapienza e custodita nel tempo.
Suolo, patrimonio varietale e visione agronomica
Su questo suolo marnoso-calcareo, luminoso e ventilato, il vigneto esprime una vocazione antica e irripetibile. È dedicato alla coltivazione di un clone proprietario di Corvina e di selezioni massali di altre varietà autoctone veronesi, anche rare: un patrimonio genetico e culturale preservato con pazienza, trasmesso come un’eredità viva.
Brolo dei Poeti è inoltre uno dei più antichi cru italiani, al punto da essere oggetto, nell’Ottocento, di una relazione agronomica dell’Accademia di Scienze e Agricoltura di Verona, illustrata dal celebre fotografo Lotze: una testimonianza preziosa che conferma l’eccezionalità storica, paesaggistica e colturale di questo luogo.
Come nei grandi vigneti di Borgogna e Bordeaux e testimoniato nella relazione agronomica e dalle foto d’epoca, il vigneto fu convertito ad alta densità già attorno al 1880, abbandonando l’obsoleto sistema della pergola veronese in favore del Guyot, formalizzato dal noto agronomo francese nel 1860. Una scelta di notevole modernità, che rivela la lucidità tecnica con cui questo cru fu interpretato, mentre fuori dal Brolo si continuava a coltivare a bassa densità, destinando quei vigneti a vini meno pregiati.

Parco dei Poeti
Lago al centro del Brolo dei Poeti
Le acque e il disegno della fertilità
Nel progetto del Brolo furono sapientemente integrate le acque di tre fonti di origine romana, convogliate attraverso cabalette realizzate a mano in pietra. Esse alimentano il laghetto centrale e, al tempo stesso, vengono distribuite in modo da offrire sostegno al vigneto nelle stagioni particolarmente aride. Anche in questo sistema idrico si manifesta l’intelligenza profonda del luogo: una misura insieme estetica, agronomica e territoriale, in cui la bellezza non è mai disgiunta dalla funzione.
Il parco, la poesia, la civiltà della bellezza
Attorno a questo luogo si è raccolta, nel tempo, una vera civiltà del vino e della bellezza. L’elegante cantina neoclassica, concepita nell’ampliamento settecentesco con ampi spazi destinati alla vinificazione e all’affinamento, e al cui centro si apre il magnifico Salone delle Muse affrescato, fu teatro di un salotto letterario frequentato da Ippolito Pindemonte e da altri intellettuali. Fu lo stesso Pindemonte a celebrare questo vigneto; e ancora oggi la tenuta ne custodisce la memoria attraverso il verso “Son cari a Bacco questi colli”, posto come sigillo simbolico del racconto della cantina.
Al centro del Brolo fu realizzato anche un parco all’inglese di singolare suggestione, ornato da specie arboree esotiche, da un laghetto modellato nella forma del lago di Garda e da una casetta per il caffè ispirata alla Foresta Nera. Il progetto del parco fu ispirato da Ippolito Pindemonte, secondo sensibilità riconducibili a Francis Bacon, e fece di questo luogo uno spazio in cui natura, pensiero, paesaggio e poesia si accordano in una medesima armonia. Qui, con ogni probabilità, fu ospite anche Ugo Foscolo, legato a Pindemonte da vincoli di amicizia e consonanza intellettuale.

Sala delle Muse
La nascita del cru
La prima annata di questo Cru è il 2007, cui seguirà il millesimo 2010. Da allora Brolo dei Poeti nasce soltanto nelle annate eccezionali, da una selezione delle quote più alte e delle parcelle migliori del Brolo, in una tiratura rarissima. Ogni bottiglia è numerata.
La vinificazione come disciplina
La vinificazione segue una logica di precisione assoluta: le varietà vengono fermentate separatamente, in micro-lotti, prima dell’assemblaggio. L’appassimento avviene sulle arelle, nell’antico fruttaio della tenuta, secondo un ritmo naturale affidato all’aria, al tempo e all’esperienza. È il rito più identitario della Valpolicella, oggi al centro della candidatura nazionale UNESCO “Il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella”.
L’affinamento e la forma del tempo
L’affinamento si distende per quattordici anni in grandi botti di rovere, per poi proseguire in bottiglia. È qui che il vino trova la sua firma più rara: un’eleganza lenta, composta, profonda, radicalmente diversa da quella di Amaroni della stessa annata affinati prevalentemente in bottiglia. Non la potenza esibita, ma la potenza disciplinata; non l’opulenza, ma la forma.
Origine, tempo, stile
Brolo dei Poeti è una Riserva di origine, tempo e stile.
Un Amarone in cui la Valpolicella più alta si fa memoria, misura e luce.
Nel calice
Nel calice, Brolo dei Poeti si rivela con un rosso granato intenso e profondo. Il profilo olfattivo si apre su spezie calde e frutta in confettura, dove chiodi di garofano, cannella, cacao e caffè tostato si fondono in una trama ricca e composta. Al palato è morbido, elegante, disteso da tannini vellutati e da una materia che richiama il tabacco, il cacao, la noce moscata e ancora le spezie dolci. Il finale si prolunga su toni di uvetta e ciliegia sotto spirito, sostenuti da una sottile vena fresca e minerale che ne amplifica la persistenza e la nobiltà.
Il sigillo finale
Brolo dei Poeti è un marchio registrato di Tenuta Santa Maria Eredi di Gaetano Bertani.
L’Amarone Classico Brolo dei Poeti è confezionato in una cassa singola o da tre bottiglie di preziosa fattura ed è avvolto in una carta velina che riproduce le antiche parcelle in un azzurro ispirato al cielo degli affreschi del Salone delle Muse.












