La produzione integrata a Tenuta Santa Maria: cosa significa la certificazione SQNPI
Dietro il piccolo logo con l’ape che accompagna i nostri vini c’è un impegno preciso: coltivare la vite riducendo al minimo l’impronta chimica, nel rispetto del suolo, della vite e di chi berrà il vino. È il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata, e racconta bene il modo in cui lavoriamo da sempre.

Che cos’è l’SQNPI
L’SQNPI — Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata — è la certificazione pubblica con cui lo Stato italiano riconosce e garantisce le produzioni agricole ottenute con tecniche di produzione integrata. È stato istituito con la legge n. 4 del 2011 ed è operativo, come schema di certificazione, dal 2016. I prodotti conformi possono fregiarsi del suo segno distintivo, la piccola ape che molti consumatori hanno imparato a riconoscere come promessa di una viticoltura più consapevole.
“Produzione integrata” non è una formula generica. Significa aderire in modo volontario a un disciplinare tecnico, definito a livello regionale, che stabilisce con precisione le pratiche agronomiche ammesse, limita la scelta dei prodotti fitosanitari e fissa un numero massimo di trattamenti per ciascuna avversità. Sono regole più restrittive di quelle previste dalla difesa integrata obbligatoria: chi le adotta sceglie di andare oltre il minimo di legge.
Dal 2023 lo schema è stato arricchito, per il comparto vitivinicolo, di requisiti aggiuntivi di natura ambientale, sociale e procedurale, confluiti nel Disciplinare di certificazione nazionale della sostenibilità della filiera vitivinicola. Oggi l’SQNPI è il riferimento nazionale per la certificazione della viticoltura sostenibile, e verso questo standard sta convergendo una parte sempre più ampia dei vigneti italiani.
Come si applica ai nostri vigneti
I vigneti della famiglia Bertani si distribuiscono tra il cuore della Valpolicella Classica, ad Arbizzano di Negrar, e le colline calcaree del Soave, a Colognola ai Colli. Entrambe le tenute ricadono in Veneto e seguono quindi il disciplinare regionale di produzione integrata, che tiene conto delle specificità pedoclimatiche del nostro territorio.
Per noi, aderire alla produzione integrata non ha comportato uno stravolgimento, ma la formalizzazione di una cura che pratichiamo da tempo. Le basse rese, l’attenzione alla maturazione delle uve, la vitalità dei suoli e la lettura delle sottili variazioni di ogni annata sono i cardini del nostro lavoro in vigneto. Il disciplinare li traduce in scelte misurabili e verificabili:
- una difesa mirata e ridotta, che privilegia il monitoraggio e l’intervento solo quando necessario, limitando prodotti e trattamenti a quanto previsto dalle norme tecniche;
- la tutela del suolo e della biodiversità, che sostiene la fertilità naturale e la vita microbica su cui si fonda un vino di vero terroir;
- la salvaguardia del patrimonio genetico locale, coerente con la nostra scelta di coltivare vitigni autoctoni, cloni esclusivi di Corvina e selezioni massali dalle vecchie vigne.
Il risultato non è soltanto ambientale. Un vigneto più equilibrato dà uve più sane e più espressive, e questo si sente nel bicchiere: freschezza, nitidezza aromatica e una più profonda voce del luogo.
Una garanzia controllata, non una dichiarazione
La forza dell’SQNPI sta nel fatto che non è un’autocertificazione. L’adesione comporta un sistema di controllo su due livelli: l’autocontrollo dell’azienda lungo tutta la filiera, e le verifiche di un Organismo di Controllo indipendente, che accerta la conformità del processo produttivo alle norme del disciplinare. La certificazione è annuale e va rinnovata, e prevede il mantenimento della tracciabilità dalla vigna alla bottiglia.
Per chi sceglie i nostri vini, questo significa una cosa semplice: la sostenibilità che raccontiamo è verificata da un ente terzo, secondo uno standard nazionale, e non affidata alle sole parole di un’etichetta.
Perché conta
C’è una coerenza naturale tra la produzione integrata e la nostra idea di vino. Interpretiamo l’Amarone, il Valpolicella, il Ripasso, il Recioto e il Soave come diverse espressioni di una stessa filosofia — purezza d’origine, eleganza, profondità — e questa filosofia inizia nel vigneto, molto prima della cantina. Ridurre l’impatto chimico, custodire il suolo e le varietà del territorio non è un vincolo che subiamo: è il modo in cui riteniamo si debba lavorare per lasciare a chi verrà dopo di noi vigneti vivi e un paesaggio intatto.
L’ape sull’etichetta è piccola. Ma dice molto di come nasce ogni nostra bottiglia.
L’SQNPI, il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata, è una certificazione pubblica e volontaria destinata ai prodotti agricoli ottenuti nel rispetto dei disciplinari di produzione integrata. La conformità viene verificata da un organismo indipendente e consente ai prodotti certificati di utilizzare il marchio nazionale “Qualità Sostenibile”.
La produzione integrata è un metodo agricolo che combina il monitoraggio del vigneto, la prevenzione agronomica e interventi mirati. I prodotti fitosanitari vengono utilizzati solo quando necessario, scegliendo tra quelli consentiti e rispettando i limiti stabiliti dai disciplinari regionali. L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale tutelando la vite, il suolo e la biodiversi
L’ape è il simbolo distintivo della certificazione SQNPI. La sua presenza indica che il processo produttivo rispetta i disciplinari nazionali e regionali di produzione integrata ed è sottoposto a un sistema formale di controllo. Rappresenta quindi molto più di una generica dichiarazione ambientale da parte del produttore.
No. La produzione integrata e l’agricoltura biologica sono sistemi distinti, disciplinati da norme differenti. La produzione integrata può consentire l’impiego mirato di prodotti fitosanitari autorizzati, entro limiti precisi e solo quando necessario. Entrambi gli approcci mirano a ridurre l’impatto dell’agricoltura, ma seguono regole e requisiti di certificazione diversi.
Il sistema combina il monitoraggio interno dell’azienda con le verifiche effettuate da un Organismo di Controllo indipendente. La conformità e la tracciabilità devono essere mantenute lungo tutta la filiera, dal vigneto alla bottiglia. La certificazione viene verificata e rinnovata periodicamente.
La produzione integrata contribuisce a ridurre l’impronta chimica della viticoltura, preservare la vitalità del suolo e favorire l’equilibrio dell’ecosistema del vigneto. Uve sane e profondamente legate al proprio luogo d’origine possono dare vita a vini più nitidi ed espressivi, capaci di riflettere il carattere dell’annata e del terroir.
La qualità di Amarone, Valpolicella, Ripasso, Recioto e Soave nasce nel vigneto. Proteggere il suolo, la biodiversità e le varietà locali contribuisce a preservare l’identità delle denominazioni vinicole venete e crea le condizioni affinché ogni vino possa esprimere autenticamente il proprio terroir.




