Visite e Degustazioni - Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - Valpolicella Verona Italy Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - Valpolicella Verona Italy Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - Valpolicella Verona Italy Tenuta Santa Maria 1735 - Valpolicella - Verona, Italy

TENUTA SANTA MARIA · MDCCXXXV

La tenuta e cantina del 1700 in Valpolicella

Tenuta Santa Maria della famiglia Bertani — Località Novare, Arbizzano di Negrar, cuore della Valpolicella Classica

Nata fin dal principio per produrre grandi vini rossi dal lungo affinamento.

La tenuta e cantina del 1700 in Valpolicella è il cuore monumentale di Tenuta Santa Maria: un luogo in cui il vino non nasce soltanto dalla terra, ma da un’idea di civiltà. Residenza, cantina, brolo, parco, cappella, corte agricola, fruttai e sale affrescate compongono un insieme raro, dove la bellezza non è mai decorazione accessoria, ma parte viva della produzione.

Come nella filosofia più autentica delle ville venete, la dimora e la cantina vivono nello stesso disegno: abitare la campagna significava governarla, coltivarla, trasformarne i frutti e accogliere ospiti, artisti, letterati e viaggiatori. Abitare, coltivare, ricevere, produrre: tutto con la stessa misura.

C’è una Valpolicella che non si attraversa in fretta. Si rivela lentamente, tra le colline di Arbizzano di Negrar, dove la luce accarezza i vigneti, la pietra calcarea custodisce la memoria e l’aria porta con sé il respiro di Verona e del Lago di Garda.

Giovanni e Guglielmo Bertani custodiscono oggi questa continuità con uno sguardo contemporaneo: conservare la memoria, leggere ogni parcella, valorizzare le varietà più antiche della Valpolicella e accompagnare i vini nel tempo lungo dell’affinamento.

Da questo luogo nasce lo stile che è la firma dei Valpolicella della famiglia Bertani: vini secchi, eleganti, di grande struttura e tensione minerale, mai opulenti. Una firma forgiata nei secoli dal brolo murato, dall’appassimento naturale e dalle lunghe maturazioni in botte grande, e trasmessa di generazione in generazione nella ricerca dell’equilibrio e della misura prima della potenza.

Le Proprietà
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia

Una storia che comincia prima del 1700

Le acque romane, il brolo del Cinquecento, il progetto del 1735

La valle di Novare — dove la tenuta sorge ancora oggi, in località Novare — conserva una memoria più remota del complesso stesso. La dimora settecentesca è costruita sulla sede di una precedente cantina del Cinquecento, ma anche di un insediamento ben più antico: prima arusnate — il popolo preromano che abitava queste valli e diede il nome all’antico pagus della Valpolicella — poi romano. Già in quell’epoca le sette fonti perenni della valle alimentavano l’acquedotto che conduceva le acque verso Verona, e le antiche vie dell’acqua raccontano una vocazione agricola che precede di millenni l’età moderna.

Le prime testimonianze documentate della famiglia Bertani in Valpolicella risalgono al 1567. Allo stesso secolo appartengono la cantina originaria e le prime mappe del brolo: 22 ettari racchiusi da un muro lungo 3,5 chilometri e alto quattro metri, concepiti con sorprendente modernità — sull’esempio dei Clos borgognoni — per proteggere le parcelle migliori della valle.

Nel 1735 prende forma il grande progetto architettonico che trasforma la proprietà in un organismo compiuto: non una residenza con annessa cantina, ma una dimora vitivinicola monumentale, pensata per dare ordine alla produzione e prestigio alla vita agricola. È la data che ancora oggi accompagna il nome della tenuta: Tenuta Santa Maria 1735.

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia

Architettura veneta, vocazione enologica

La rappresentanza e il lavoro nello stesso disegno

L’architettura interpreta con eleganza l’idea palladiana della villa veneta: integrare in un unico disegno la parte padronale e la parte agricola, la rappresentanza e il lavoro, la contemplazione e la produzione.

Il progetto settecentesco è legato all’architetto veronese Adriano Cristofali, chiamato a completare e interpretare un impianto inizialmente affidato a Lodovico Perini. Il corpo centrale, le ali laterali, la cappella consacrata a San Gaetano, i rustici e gli accessi alle cantine compongono una scena di equilibrio neoclassico.

La facciata è scandita da un doppio ordine architettonico, tuscanico al pianterreno e ionico al piano superiore, e il timpano ospita figure mitologiche. A coronare la scena, le statue delle divinità dell’Olimpo attribuite allo scultore veronese Lorenzo Muttoni: al centro Zeus, padre degli dèi; ai suoi lati Dioniso — Bacco, dio del vino, riconoscibile dalla botte — e Hermes, messaggero dell’Olimpo; nel giardino anteriore, Ercole e Apollo. Sugli ingressi laterali compaiono invece personaggi in tipico costume campestre dell’epoca: sopra la dimora gli dèi, sopra le porte del lavoro la campagna. In un solo prospetto, l’intero programma della tenuta.

Il vino non viene prodotto accanto alla bellezza: ne è parte. L’intero complesso si legge quasi come un tempio neoclassico dedicato al vino, e la cantina ne è il cuore: una presenza architettonica, storica e simbolica. Ogni spazio ha una funzione; ogni funzione diventa stile.

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia

Il Salone delle Muse

Le arti, le scienze e il corteo di Bacco

All’interno, l’arte diventa racconto. Il grande Salone delle Muse attraversa in altezza i tre piani della residenza e trasforma l’architettura in teatro: prospettive illusionistiche, architetture dipinte, Muse, figure allegoriche, satiri, stagioni, divinità e simboli agricoli.

Il ciclo decorativo delle due fasce orizzontali è attribuito al pittore quadraturista Prospero Pesci, della scuola di Filippo Maccari; l’affresco centrale del soffitto a Giuseppe Valliani, detto il Pistoiese. Al centro appare Flora, circondata dalle quattro stagioni; Zefiro attraversa l’aria e Apollo si intravede sul suo carro. Sopra le porte del piano superiore, quattro satiri — il corteggio di Bacco — vegliano secondo la tradizione sul raccolto: il riferimento più diretto al vino di tutto il ciclo, che anticipa negli affreschi il verso di Pindemonte dedicato a queste colline. Il pavimento originale in terrazzo veneziano e la balconata in legno dipinto a finto marmo completano l’illusione scenografica.

Il tema delle stagioni non è casuale: è il tempo agricolo che si fa pittura. Il germoglio, la maturazione, la vendemmia, il riposo, l’attesa. Prima ancora di essere nel calice, il vino è già scritto sulle pareti — come ciclo, come disciplina, come promessa.

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia

Il salotto letterario di Ippolito Pindemonte

La poesia abita ancora queste stanze

Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento la tenuta divenne luogo di pensiero, poesia e conversazione. Ippolito Pindemonte — poeta, drammaturgo, traduttore dell’Odissea e nipote dell’erudito Scipione Maffei — vi soggiornò a lungo, trasformando queste sale in uno dei salotti letterari più celebri del Veneto: un luogo di conversazione europea, dove si leggeva, si suonava, si discuteva di giardini, di viaggi e di poesia.

Il suo classicismo era una lingua che la tenuta già parlava: le divinità olimpiche delle statue, le Muse e Apollo degli affreschi, il richiamo a Bacco e alle Naiadi appartengono allo stesso mondo antico che Pindemonte frequentava da traduttore di Omero. Qui l’ideale classico del ritiro in campagna — l’otium degli antichi, la vita agreste cantata da Virgilio e da Orazio — trovava una forma costruita: una dimora dove pensare, tradurre, conversare, guardare la vigna.

E in Pindemonte convivevano l’ordine classico e la nuova sensibilità romantica: la tenuta li custodisce entrambi, nel giardino all’italiana che accoglie davanti alla residenza e nel parco all’inglese che si apre alle sue spalle. Due idee di natura, una stessa misura.

La tradizione colloca qui anche il confronto con Ugo Foscolo da cui nacque l’ispirazione dei Sepolcri, che Foscolo dedicò proprio a Pindemonte: uno dei vertici della letteratura italiana rimane così legato a queste stanze.

A questi vini Pindemonte dedicò versi che la tenuta custodisce ancora oggi — «Son cari a Bacco questi colli, e cara / questa fonte alle Naiadi è non meno» — un omaggio che affonda le radici nelle Georgiche di Virgilio e che dà il nome al cuore della proprietà: il Brolo dei Poeti, e il parco che è detto anche Parco dei Poeti.

Una dimensione culturale che continua a vivere negli eventi privati e aziendali ospitati nella tenuta: il vino incontra la parola, la musica, la lettura, il gusto europeo della conversazione.

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia - Il padiglione dei poeti
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia - Il padiglione dei poeti

Il giardino all’inglese di un poeta

Poesia, arte e natura in un’unica composizione

Alle spalle della residenza si apre un parco romantico all’inglese, pensato non come geometria da dominare ma come paesaggio da abitare: ombre, sentieri, acque, alberi esotici, luoghi appartati, scorci improvvisi e architetture leggere compongono una scena intima, quasi letteraria.

Il progetto fu suggerito dallo stesso Pindemonte, che portò nella tenuta il gusto del giardino inglese, libero e sentimentale. Queste idee dialogano con la sua Dissertazione su i giardini inglesi e sul merito in ciò dell’Italia, in cui il poeta cita Francesco Bacone — Francis Bacon — e la sua visione del giardino come piacere puro e ristoro dello spirito.

Il laghetto, che riprende la forma del Lago di Garda ed è alimentato dalle sorgenti della proprietà, l’isoletta centrale con i Taxodium secolari giunti dalla Florida, i cedri del Libano, il ponticello in legno, la casa del caffè di ispirazione nordeuropea e lo chalet legato alle esperienze francesi di Pindemonte danno al parco il carattere di un salotto verde. Di giorno un luogo per leggere e passeggiare; la sera uno spazio per conversare, suonare, lasciar scendere il tempo.

In questo paesaggio la natura non è selvaggia né addomesticata. È orchestrata. Come un grande vino.

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia

Il Brolo dei Poeti, vigneto murato della Valpolicella Classica

Ventidue ettari protetti da un muro del Cinquecento

22

ettari protetti dal muro 

5,600

ceppi/ettaro · Guyot

14

anni in botte · cru

Nel cuore agricolo della proprietà si trova il Brolo dei Poeti, vigneto storico cintato che custodisce la memoria più preziosa della Valpolicella Classica: 22 ettari protetti dal muro cinquecentesco, tra i 120 e i 220 metri di altitudine, su suoli marnoso-calcarei poggiati su un substrato di roccia calcarea.

Il brolo è un recinto di terra, pietra e identità, pensato fin dall’origine per produrre vini di pregio, selezioni e cru: una delle esperienze più precoci in Italia di vigneto dedicato alla nascita di grandi cru — ciò che in Borgogna si chiamerebbe monopole: un solo vigneto murato, una sola famiglia — dove la singola parcella non è un dettaglio tecnico ma una firma di luogo. Nel suo disegno furono integrate le acque di tre antiche fonti di origine romana, convogliate in canalette di pietra calcarea realizzate a mano, che alimentano il laghetto e sostengono il vigneto nelle stagioni più aride. Una porzione di foresta, conservata all’interno del muro, ricrea in forma protetta l’ecosistema originario della Valpolicella.

Questa vocazione trova conferma già nell’Ottocento, quando nella tenuta viene introdotto il sistema di allevamento Guyot ad alta densità, quasi in contemporanea con Borgogna e Bordeaux: una scelta di grande modernità, testimoniata dalle fotografie del 1883 del noto fotografo Lotze e documentata da una relazione agronomica dell’Accademia di Scienze e Agricoltura di Verona, che ne attesta l’eccezionalità storica, paesaggistica e colturale. Ancora oggi i filari contano circa 5.600 ceppi per ettaro, con viti che superano i 35 anni di età.

Il brolo è suddiviso in parcelle a quote leggermente diverse, e ogni varietà è coltivata in stretta relazione con l’esposizione e con le variazioni del terreno all’interno del muro. Oggi queste differenze sono valorizzate con agricoltura di precisione e pratiche sostenibili certificate: suoli, esposizioni e microclimi letti uno a uno, con vendemmie e vinificazioni separate. La modernità ottocentesca del Guyot continua così nel suo linguaggio contemporaneo.

Nel Brolo dei Poeti è conservato un antico e delicato clone di Corvina, esclusivo della proprietà, dal carattere inconfondibile: rese naturalmente basse, un profilo aromatico delicato di fragola e lampone, una piacevole acidità che conduce a un’eleganza distintiva. Accanto crescono selezioni massali di varietà autoctone veronesi come Oseleta e Rondinella: un patrimonio genetico e culturale trasmesso nel tempo come un’eredità viva. Dalle quote più alte del vigneto, nelle sole annate eccezionali, nasce l’Amarone Classico Riserva Brolo dei Poeti, il cru più raro della tenuta.

Il Brolo dei Poeti non è soltanto un vigneto: è un archivio vivente, una biblioteca di radici, un paesaggio in cui ogni filare custodisce una parte della storia enologica della Valpolicella.

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia

La cantina a gravità: tre livelli, un solo disegno

Dall’appassimento alle cantine monumentali

La parte produttiva, che conserva l’impianto cinquecentesco originario, è concepita secondo una logica ancora oggi attuale: una struttura a gravità che accompagna l’uva e il vino dall’alto verso il basso, riducendo gli interventi meccanici e rispettando la materia prima.

Il piano più alto, aperto da grandi finestre, ospita i fruttai: sette sale dedicate all’appassimento naturale delle uve su arelle di canna, per circa tre mesi, con la sola ventilazione spontanea della valle. È uno dei gesti più identitari della Valpolicella, oggi al centro della candidatura nazionale «Il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella» alla Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO.

Al piano terra si svolgono le vinificazioni, con microvinificazioni separate per ogni parcella e varietà coltivata: fermentazioni in acciaio per il controllo di temperatura e ossigenazione, storiche vasche di cemento per l’assemblaggio finale prima dell’imbottigliamento.

Nel livello inferiore si aprono le cantine monumentali, dove il tempo torna a essere materia: silenzio, legno, profondità, attesa. La bottaia più antica, oggi spazio museale, custodisce botti di oltre duecento anni — con capacità fino a 20.000 litri — insieme all’antica distilleria e agli strumenti storici di cantina. Le vinificazioni e gli affinamenti si affidano invece a botti più recenti di rovere di Slavonia, con maturazioni condotte fino a 14 anni di botte per il cru della tenuta.

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia

La storia enologica della tenuta

L’arte del tempo

La tenuta è tra le realtà che hanno contribuito alla nascita della moderna enologia veronese e dell’Amarone: qui l’appassimento tradizionale e le lunghe maturazioni in botte hanno accompagnato l’evoluzione dei grandi rossi secchi della Valpolicella.

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia

L’Archivio della Tenuta

Cinque secoli di carte, mappe e fotografie

La memoria della famiglia è custodita in documenti originali che ne attraversano cinque secoli: i pagamenti d’imposta del Cinquecento, che attestano l’attività viticola della famiglia Bertani già nel 1567; le prime mappe del brolo cintato, conservate all’Archivio di Stato di Venezia; la relazione agronomica dell’Accademia di Scienze e Agricoltura di Verona, che nell’Ottocento ne documentò l’eccezionalità; e le fotografie del 1883 del noto fotografo Lotze, che mostrano il brolo e i filari già allevati a Guyot.

Alcune di queste testimonianze accompagnano il percorso di visita, come le fotografie originali del 1883 esposte sullo scalone della cantina.

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia

Lo stile: vini secchi, eleganti, costruiti sul tempo

Le nostre uve, il nostro metodo, la nostra firma

I vini della tenuta nascono esclusivamente da vigneti di proprietà e rispondono a un’idea precisa: eleganza, freschezza e profondità, mai opulenza. La vendemmia leggermente anticipata preserva l’acidità naturale delle uve; l’appassimento, condotto in modo interamente naturale su arelle di canna — oggi un unicum in Valpolicella — costruisce complessità senza cedere alla surmaturazione; le microvinificazioni per parcella e le lunghe maturazioni in botte grande di rovere di Slavonia lasciano parlare il vigneto, non il legno.

Il risultato è uno stile riconoscibile — la firma della famiglia: vini secchi, di grande struttura e naturale vocazione all’invecchiamento, che restano tesi, precisi, gastronomici, attraversati dalla tensione minerale dei suoli calcarei. Un Amarone che sa essere vino di meditazione senza mai rinunciare alla tavola: dove altri cercano la potenza, qui si cercano l’equilibrio e la misura.

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani - 1735 - Valpolicella - Verona, Italia
Tour con degustazione privata - I crus d'autore - Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani

Visite e degustazioni

La Valpolicella più elegante e segreta

Un percorso nella tenuta è un viaggio attraverso la Valpolicella più elegante e segreta: gli spazi architettonici settecenteschi, il Salone delle Muse, il parco romantico suggerito da Pindemonte, il Brolo dei Poeti, i fruttai, i luoghi della vinificazione e le cantine monumentali dedicate ai lunghi affinamenti.

Ogni stagione offre un volto diverso: la vendemmia di settembre, i fruttai colmi di grappoli in appassimento in autunno, il silenzio invernale delle bottaie, il brolo e il parco nella luce di primavera. La tenuta è aperta tutto l’anno, con la sola eccezione delle principali festività.

La degustazione guidata conclude il percorso come un ritorno all’origine: il paesaggio diventa vino, la storia diventa gusto, la memoria diventa esperienza.

Il tempo, qui, è un ingrediente. Da cinque secoli, ancora oggi.

— Giovanni and Guglielmo Bertani

Dove siamo

A dieci minuti da Verona, venti chilometri dal Garda

La tenuta si trova in località Novare, ad Arbizzano di Negrar, nel cuore della Valpolicella Classica, a pochi minuti da Verona e a circa venti chilometri dal Lago di Garda, lungo l’asse che collega Milano a Venezia. Una valle raccolta, luminosa, protetta: un luogo in cui la vite trova equilibrio, il vino trova profondità e l’ospitalità ritrova il suo significato più autentico. Per conoscere suoli e clima della denominazione: terroir e clima della Valpolicella.

Domande frequenti

Amarone, Valpolicella and the estate

Sull’Amarone

L’Amarone della Valpolicella DOCG è un grande vino rosso secco ottenuto da uve autoctone — Corvina, Rondinella e Oseleta — sottoposte ad appassimento naturale per alcuni mesi dopo la vendemmia. La concentrazione degli zuccheri, trasformati interamente in alcol, dona struttura, complessità e una straordinaria capacità di invecchiamento.

Il Valpolicella Ripasso nasce “ripassando” il vino Valpolicella sulle vinacce dell’Amarone, che gli cedono struttura e aromi. È più immediato e versatile dell’Amarone, che nasce invece interamente da uve appassite ed esprime maggiore concentrazione, profondità e longevità.

Entrambi nascono da uve appassite, ma il Recioto della Valpolicella è dolce: la fermentazione viene interrotta per conservare gli zuccheri naturali. Nell’Amarone la fermentazione prosegue fino a rendere il vino completamente secco. Il Recioto è il vino storico della Valpolicella, da cui l’Amarone discende.

È la pratica di lasciar riposare i grappoli migliori per circa tre mesi dopo la vendemmia, tradizionalmente su graticci di canna detti arelle, in fruttai ventilati naturalmente. L’acino perde acqua e concentra zuccheri, aromi e tannini. Nella tenuta l’appassimento avviene ancora in modo interamente naturale, nei fruttai storici del Settecento.

Le varietà autoctone veronesi. Tenuta Santa Maria impiega la Corvina nel suo clone esclusivo — custodito nel Brolo dei Poeti, cuore aromatico del blend — insieme a Rondinella, Oseleta e ad altre varietà antiche e rare del territorio.

“Classico” indica la zona storica di produzione: le valli a nord-ovest di Verona — tra cui Negrar, dove si trova la tenuta — dove la Valpolicella è nata. È la culla della denominazione, considerata l’area più vocata per suoli, esposizioni e tradizione.

Una selezione che affina più a lungo prima di uscire in commercio: per l’Amarone Riserva della tenuta la maturazione avviene in grandi botti di rovere di Slavonia, fino a 14 anni per il cru Brolo dei Poeti, prodotto soltanto nelle annate eccezionali. Le Riserve rappresentano circa il 3% di tutto l’Amarone prodotto in Valpolicella.

Un grande Amarone evolve per decenni: struttura, acidità e appassimento gli garantiscono una longevità rara. Va conservato coricato, al buio, a temperatura costante tra 12 e 16 gradi. Le annate mature sviluppano note terziarie di spezie, tabacco e frutta sotto spirito.

Brasati, selvaggina, carni rosse importanti e formaggi stagionati; le annate evolute reggono anche la meditazione, da solo o con cioccolato fondente. Temperatura di servizio ideale: 16–18 gradi, in calici ampi, con apertura anticipata o decantazione per le annate giovani.

Sulla Valpolicella

La Valpolicella è la fascia collinare a nord-ovest di Verona, tra la città e il Lago di Garda. La tenuta si trova ad Arbizzano di Negrar, nella Valpolicella Classica, a circa dieci minuti d’auto da Verona e venti chilometri dal lago: una tappa naturale sull’asse Milano–Venezia.

Colline di vigneti, pievi romaniche, ville venete e cantine storiche. Una visita alla tenuta riunisce in un unico luogo molte anime della valle: la residenza settecentesca affrescata, il parco romantico, il brolo murato del Cinquecento, i fruttai di appassimento e le cantine monumentali, con degustazione finale.

Ogni stagione ha il suo carattere: a settembre la vendemmia anima vigneti e cantina, in autunno i fruttai si riempiono per l’appassimento, primavera ed estate regalano il parco e il brolo nella loro piena bellezza. La tenuta accoglie visitatori tutto l’anno, con la sola eccezione delle principali festività.

Sulla tenuta, le visite e le degustazioni

Il complesso monumentale prende forma nel 1735, ampliando una cantina cinquecentesca preesistente: la data settecentesca indica la nascita del progetto unitario che unisce residenza, cantina e brolo.

È un vigneto cintato da mura, come i Clos di Borgogna: uno spazio protetto pensato per custodire le parcelle migliori. Il Brolo dei Poeti è tra le testimonianze più antiche e rare d’Italia.

Poeta e traduttore veronese (1753–1828), autore della celebre versione italiana dell’Odissea e amico di Ugo Foscolo, che gli dedicò i Sepolcri. Soggiornò a lungo nella tenuta, animandone il salotto letterario e ispirando il parco romantico all’inglese.

Il nome ricorda i poeti e gli uomini di cultura che frequentarono la tenuta e ne celebrarono le colline, primo fra tutti Ippolito Pindemonte con il verso «Son cari a Bacco questi colli». Qui la poesia e la vigna appartengono alla stessa storia.

I fratelli Giovanni e Guglielmo Bertani, eredi di Gaetano. Vivono la Tenuta attraverso il lavoro quotidiano in vigna e in cantina: è qui, e solo qui, che la famiglia produce i propri vini.

La Tenuta è uno dei luoghi che hanno contribuito alla nascita dell’enologia veronese moderna e dell’Amarone: qui, l’appassimento tradizionale e il lungo affinamento in botte hanno accompagnato l’evoluzione dei grandi vini rossi secchi della Valpolicella.

Il percorso attraversa la residenza settecentesca e il Salone delle Muse, il parco romantico, il Brolo dei Poeti, i fruttai di appassimento e le cantine monumentali a gravità, e si conclude con una degustazione guidata dei vini della tenuta. Un racconto unico di vino, arte e paesaggio nel cuore della Valpolicella Classica.
Dai novanta minuti alle due ore, secondo il percorso scelto. Ogni visita è accompagnata da professionisti dell’ospitalità e comprende la degustazione conclusiva. I dettagli dei percorsi sono nella pagina Visite e Degustazioni.
La prenotazione è consigliata, per garantire l’accompagnamento dedicato e la lingua preferita. Le visite si svolgono in più fasce orarie, tutti i giorni; date e disponibilità si trovano nella pagina Visite e Degustazioni.
Sì, le visite guidate si svolgono in italiano e in inglese. Per gruppi ed esigenze particolari è possibile concordare soluzioni dedicate al momento della prenotazione.

Sì. Il percorso è pensato come un racconto di luoghi, storia e gesti, accessibile a tutti; la degustazione è guidata passo per passo. Gli appassionati più esperti possono scegliere percorsi di approfondimento, verticali di Amarone e degustazioni private con sommelier dedicato.

Sì: il wine shop della tenuta è aperto tutti i giorni e propone tutte le etichette, comprese le annate disponibili solo in cantina. È possibile anche l’acquisto online sul sito.
Sì. La tenuta accoglie degustazioni private con sommelier, eventi aziendali, matrimoni e occasioni riservate tra la residenza affrescata, il parco romantico e le cantine monumentali. Ogni esperienza viene costruita su misura, nel rispetto del carattere storico e produttivo del luogo.
Sì, tutto l’anno con la sola eccezione delle principali festività: un’apertura continuativa rara in Valpolicella, che permette di vivere la tenuta nella stagione della vendemmia come nel silenzio invernale delle bottaie.
Perché riunisce in un unico luogo ciò che altrove richiederebbe diversi viaggi: una villa veneta del Settecento nata come cantina per la produzione di cru, un vigneto murato che in Borgogna sarebbe definito monopole, con ogni probabilità l’ultimo grande fruttaio naturale di Verona, un salotto letterario e lunghi affinamenti in botte. Il tutto a dieci minuti da Verona, città Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Sì. Gli itinerari privati comprendono degustazioni verticali di Amarone, confronti tra diverse annate e vini da collezione custoditi nelle cantine della Tenuta; il cru Brolo dei Poeti viene prodotto soltanto nelle annate eccezionali, in bottiglie numerate. L’enoteca offre inoltre annate disponibili esclusivamente presso la Tenuta.
Sì. La Tenuta si trova sull’asse che collega Milano e Venezia, a dieci minuti da Verona e a circa venti chilometri dal Lago di Garda. È una tappa naturale per chi viaggia nel Nord Italia: mezza giornata è sufficiente per la visita e la degustazione.
Sì, scegliendo gli itinerari di approfondimento. La verticale di Amarone mette a confronto diverse annate della Riserva, mentre le degustazioni private possono includere annate storiche custodite nelle cantine della Tenuta, con la guida di un sommelier dedicato. L’itinerario più esclusivo culmina con l’Acinaticum 1928, la riserva privata della famiglia.

Perché l’Amarone è un vino di luogo e di tempo: assaggiarlo dove le uve appassiscono nei fruttai del Settecento, accanto al brolo murato e alle botti in cui matura per anni, restituisce al calice il suo contesto. La degustazione diventa comprensione, non soltanto assaggio.

I nostri vini

L’unione di metodi tradizionali, tecnologie avanzate ed esperienza viene tramandata di generazione in generazione come eredità famigliare; produciamo vini che sono la pura espressione della nostra terra.

Contengono Solfiti